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AVERE UN FIGLIO AD OGNI «COSTO»?

Il prossimo 26 settembre si voterà sul «Matrimonio per tutti», che comprende il diritto per le coppie lesbiche di avere figli tramite la donazione di sperma.

Purtroppo, come succede ormai da molti anni, il principio-base di una sana democrazia, ovvero il dover capire e votare con cognizione di causa, sembra essere stato dimenticato da molti o reso difficile dalla complessità del tema. Un problema che è ben noto ai gruppi d’interesse e che ha dato il via a proposte di legge sempre più costruite per poi essere vendute tramite slogan prodotti da agenzie specializzate in marketing.

Bisogna sedurre l’elettore e farlo «comprare di getto». Purtroppo già Tocqueville rendeva attenti che «quando il cittadino è passivo è la democrazia che s’ammala».

Ne nasce di conseguenza una discussione pubblica imparziale, dove risulta difficile poter trattare alcune domande fondamentali.

Prendiamo per esempio in esame il tema della possibilità per coppie omosessuali di avere figli, che è più ampio di quello in votazione visto che questa lo concederebbe solo alle coppie lesbiche.

Ci sono gli aspiranti genitori, i quali rivendicano il diritto alla libertà procreativa. Ma è davvero un diritto di ogni soggetto avere figli? È giusto averli usando qualsiasi metodo? È giusto che qualcuno doni spermatozoi e si disinteressi del loro utilizzo? È giusto che una donna funga da incubatrice e che poi ceda suo figlio? È giusto includere nei «diritti» dei genitori quello di poter creare un trauma per il figlio, dovuto all’abbandono di uno dei genitori o alla modalità di nascita?

Ci sono inoltre i futuri figli verso i quali il nostro Stato (e quindi noi) dovrebbe impegnarsi a offrire le migliori possibilità per crescere e svilupparsi. Nascendo da inseminazione o da utero in affitto avranno davvero la stessa possibilità di crescere come gli altri? Non saranno discriminati? È giusto che un figlio non possa chiedere a chi lo ho concepito donando lo sperma di riconoscerlo come figlio? È giusta questa stessa negazione verso chi lo abbia partorito e poi ceduto?

Purtroppo nelle varie discussioni in corso ci si limita a sostenere slogan volutamente aperti ad ogni interpretazione, come «Matrimonio per tutti», dove la parte forse più importante della legge, che riguarda la donazione di sperma perché coppie lesbiche possano avere figli, è tralasciata. Probabilmente sondaggi e focus group l’hanno trovata poco accattivante, se non controproducente. Meglio quindi tralasciare questo aspetto ed investire il restante budget in pubblicità rivolta alla superficialità ed alla propensione all’emotività dell’elettore medio. Ottimo meccanismo per i profitti di una azienda, ma deleterio per una democrazia dove ci saranno dei bambini che dovranno portare il peso di queste decisioni prese da altri.

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